Una Scuola nuova per le nuove generazioni

I giovani dietro i banchi di Scuola non sono gli stessi di cinquant’anni fa. Allora perché continuare a formarli senza tenere in conto le conseguenze che potrebbe avere una lezione sbagliata?

In un’epoca dove la parola chiave è “produzione” spesso è facile dimenticare che gli esseri umani non dovrebbero essere assimilati nel concetto di “prodotto”. Eppure la formazione delle generazioni di domani sembra sfuggire al fantasma – non sempre benevolo – del progresso. I giovani dietro i banchi di Scuola non sono gli stessi di cinquant’anni fa e non sono gli stessi di quelli che ci saranno tra altri cinquant’anni, allora perché continuare a formarli senza tenere in conto le conseguenze che potrebbe avere una lezione sbagliata?

L’individualismo, come unità base dell’insieme, è una delle conquiste di questo millennio e i così detti “millenial” sono appunto giovani con caratteristiche uniche più accentuate, con una nuova consapevolezza personale e un “io” molto sensibile che va curato e guidato negli anni più importanti della crescita.

Una Scuola migliore, una Scuola orientata al futuro.

L’adolescenza, si sa, porta domande su chi siamo, su chi saremo, su dove siamo e su che strada ci condurrà la vita e spesso ci sentiamo impotenti di fronte a queste scelte così mastodontiche. La Scuola è il luogo più importante, dopo il nucleo familiare, dove la personalità e le aspirazioni dei ragazzi prendono forma.

Un metodo educativo standard non sempre risponde alle esigenze di tutti, specialmente dei giovani più sensibili o non adeguatamente motivati. Un metodo “standard” può solo aspirare a formare dei futuri individui “standard”, adulti a cui è stato insegnato a pensare scegliendo tra una stretta gamma di possibilità.

Pensare fuori dagli schemi, provare, osare, sbagliare e riprovare, sono concetti di vitale importanza per questi giovani così creativi e audaci. Sono ragazzi, hanno bisogno di essere ascoltati, ma hanno anche bisogno di una voce da ascoltare, qualcuno che gli dica che va bene essere diversi, che il futuro è davvero nelle nostre mani, se solo abbiamo il coraggio e la volontà di perseverare e non temere i fallimenti. I nuovi giovani si dividono in coloro che sono caduti troppe volte e coloro che non si permettono di cadere.

Sbagliare è umano, sbagliare è necessario.

Scuola-nuove-generazioni

La Scuola è la culla della conoscenza: semina nozioni e coltiva la cultura; insegna le capacità analitiche e critiche; il rispetto verso se stessi e verso gli altri; il rispetto verso le regole e la capacità di plasmare un mondo nuovo. Saranno loro la voce di domani, la Scuola è la voce che li guida oggi. È proprio questo SDC. E’ la nostra passione e nostra dedizione. È una grande responsabilità e una grande soddisfazione, per chi insegna nella nostra Scuola, vedere e contribuire al cambiamento di ciascun ragazzo.

Insegnare a sfruttare i propri punti di forza e che non bisogna temere il confronto, anzi dev’essere motivo di rinnovata energia per il raggiungimento dei propri scopi. Un metodo e una Scuola nuova per una generazione nuova, un nuovo millennio, per un nuovo futuro.

Lo scopo è sempre lo stesso: diventare la migliore versione di noi stessi e sperare che quando i ragazzi varcheranno per l’ultima volta la soglia della Scuola alla fine dell’ultimo anno, si guardino indietro con un misto di nostalgia e un senso di vittoria, pronti per il prossimo capitolo della loro vita.

Dott.ssa Alessia Culotta
Docente di lingue, SDC

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