La Voce degli Studenti

Il nostro brillante studente Antonio Santoro spiega la sua “Vera definizione di Buona Scuola”: un ponte verso un sistema più smart.

Il nostro brillante studente Antonio Santoro spiega la sua “Vera definizione di Buona Scuola”.

La Scuola italiana è da sempre un modello che può essere definito conservatore perché appunto restia all’introduzione di radicali cambiamenti o adeguamenti ai modelli europei. Il modello basilare del sistema scolastico italiano, prendendo in considerazione soprattutto le scuole superiori, è parecchio inadeguato rispetto al sistema adottato da alcuni paesi dell’Unione.

L’esempio lampante è la durata dell’intero itinerario formativo che come sappiamo in Italia è di 5 anni mentre in alcuni paesi è stato ridotto a 4, scelta non casuale, ma fatta sulla base della preparazione offerta dagli istituti; fortunatamente dall’anno prossimo la riduzione degli anni di formazione verrà sperimentata anche nella nostra nazione.

La Voce degli Studenti

Le ragioni che hanno consentito a nazioni come Svezia, Finlandia e altri paesi del nord Europa sono da ricercarsi nei metodi da loro applicati. Partendo dal principio, lo studente che si reca a Scuola, lo fa perché cosciente che ne vale del suo futuro e quello che impara nelle ore didattiche avrà realmente un riscontro quando si troverà all’università o nel mondo del lavoro, vero banco di prova per tutto ciò che si è appreso nel periodo liceale.

Vincente è il metodo di trasmissione delle informazioni sotto forma di laboratori di apprendimento, ove le cose si sperimentano in prima persona in modo tale che rimangano facilmente impresse nella mente degli studenti; la tal cosa in Italia non si verifica, in quanto la trasmissione di informazioni avviene in maniera diretta in termini di comunicazione (professore-studente) piuttosto che applicazione del concetto.

Una Scuola migliore, una Scuola orientata al futuro.

Un fattore inficiante il successo del modello scandinavo è l’assenza di compiti a casa, tutto ciò che si deve apprendere/svolgere si svolge nelle ore didattiche: non ha senso stremare gli studenti con quantità industriali di compiti, ogni giorno, per 9 mesi l’anno, fino al conseguimento del diploma, perché così la Scuola assume le fattezze di un rullo compressore che sforna soggetti che sono in grado di recepire, assimilare, rielaborare grandi moli di informazioni, ma che poi sul campo non sono capaci di svolgere anche le attività più semplici.

SDC è una delle poche a livello nazionale che sta tentando di entrare in pista con questo modello, per noi innovativo, ma per gli europei già consolidato, di fare Scuola per bene, di dare un’istruzione adeguata agli studenti in base al loro corso di formazione. La Scuola ha la potenzialità, insieme alle altre d’Italia di diventare una testa di ponte verso un sistema più smart e che formi persone più che automi. Questo dovrebbe fare la vera “buona Scuola”.

Antonio Santoro
V Liceo scientifico a SDC

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