Intervista al fondatore di “SDC” sulla nuova apertura di Firenze

Il fondatore di “SDC” affronta il tema del sistema didattico delle Scuola italiane, parlando della nuova apertura della Sede di Firenze e di come SDC si ponga come modello per le scuole future in tutta Italia.

Buongiorno Direttore, SDC si offre come alternativa alla Scuola tradizionale, perchè?

Negli ultimi decenni si è assistito a una piega meramente nozionistica della didattica tradizionale; ciò genera discenti con molta conoscenza, ma senza abilità e competenza necessarie per metterla in pratica.

Questa impostazione penalizza gli studenti sportivi agonisti e professionisti, che si trovano costretti a dover scegliere tra sport e cultura.

SDC è nata per ovviare a questo problema sempre più sentito, da una parte garantendo la massima flessibilità per assenze sportive, dall’altra impostando la didattica sull’allenamento di tutte quelle abilità e competenze fondamentali per il mondo del lavoro del futuro.

Si tratta di un percorso per soli atleti?

No, siamo nati originariamente per gli atleti agonisti e professionisti in età scolare, poi il modello didattico ispirato alle realtà finlandese e anglosassone ha portato a interessarsi della nostra realtà anche famiglie dal background formativo alternativo, quali ad esempio scuole montessoriane, steineriane e internazionali.

Come mai tra tutte le città italiane, ha scelto proprio Firenze per l’apertura della nuova sede di SDC?

Abbiamo riflettuto parecchio il mio socio, prof. Finotello, ed io riguardo la prossima grande città in cui aprire. Volevamo una città simbolo di cultura e armonia in tutto il mondo e Firenze può essere il simbolo di un Rinascimento scolastico meglio di qualsiasi altra città.

Inoltre gli indici di sportività redatti annualmente da “Il Sole 24 ore” danno Firenze al 5° posto in Italia e nel dettaglio al 2° posto in Italia sotto la voce “sport al femminile”; questo è motivo di speranza per noi perchè senza dubbio nella sede centrale di Torino le atlete donne risultano essere le studentesse più attente e brillanti.

Ma l’apertura di una sede efficiente di SDC non sarebbe possibile senza una direzione motivata e competente e non avremmo potuto trovare di meglio in tutta Italia della collaborazione con il prof. Baldi, titolare della forma mentis srl, e grande innovatore nel settore scolastico privato.

Una Scuola migliore, una Scuola orientata al futuro.

Che rapporto ha con il prof. Baldi?

Ammiro molto il prof. Baldi e credo che il suo prodotto scolastico, Matemagia, sia unico nel panorama scolastico Italiano. Il professore ha creato un vero e proprio colosso e punto di riferimento per le ripetizioni scolastiche su Bologna, Milano e Firenze. È riuscito a industrializzare un mercato esistente da sempre, garantendo uno standard qualitativo impareggiabile. Si tratta di veri chirurghi delle ripetizioni dove professionalità e metodo sono al servizio di qualsiasi studente voglia rinforzare o portarsi in pari su materie specifiche. Credo che sarà una partnership duratura che farà crescere entrambe le realtà.

Qual è il punto di incontro tra SDC e matemagia?

Il punto d’incontro è l’innovazione che ognuna delle due realtà sta apportando al sistema scolastico corrente. Il prof. Baldi sta innovando metodi didattici e organizzazione tramite un impeccabile gestionale all’avanguardia, mentre SDC lo sta facendo tramite l’empatia e la grande cura umana dei suoi iscritti. Le due realtà dimostrano che gli approcci all’innovazione scolastica sinora sono stati differenti, di successo entrambi e per questo motivo possono incontrarsi e dare vita a una crescita reciproca ancora maggiore.

Cosa si aspetta dalla nuova sede di Firenze?

L’obiettivo è rispettare le tempistiche di crescita di Torino, superando i 100 iscritti in tre anni. La qualità è garantita dal monitoraggio della realtà fiorentina ad opera di forma mentis srl, di cui Simone Baldi fa da garante e supervisore.

La Scuola di Firenze è per noi un passo importante verso la strutturazione di una rete di scuole in ogni regione italiana. In questo senso essa assurge al ruolo di modello per le scuole future in tutta Italia.

 

Mattia del Gaizo

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